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Spiegatemi perchè non si può avere tutto.. almeno qualche volta.. sottotitolo : ho sbagliato sesso, secoli, e zona geografica.

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sabato, 25 aprile 2009

da www.brianzapopolare.it

L'eccidio di Valaperta di Casatenovo

Per non dimenticare

Il 3 gennaio 1944 le Brigate Nere di Missaglia, comandate da Emilio Formigoni (padre dell'attuale presidente della Regione), fucilano quattro partigiani a Valaperta di Casatenovo

Il 23 ottobre 1944 il brigadiere del distaccamento di Missaglia della Guardia Nazionale Repubblicana (GNR) incaricò un suo milite, Gaetano Chiarelli, di fornire informazioni su di un renitente alla chiamata alle armi di Valaperta.
Un gruppo di partigiani, avvertiti della presenza del repubblichino in Valaperta, circondarono il gruppo di case e intimarono al Chiarelli di alzare le mani e consegnare loro la bicicletta e le armi; di fronte al suo rifiuto gli spararono addosso, uccidendolo.
Alle 22,30 piombano su Valaperta una quindicina di brigatisti neri. Intanto era sopraggiunto anche il segretario del Fascio e il Commissario Prefettizio di Missaglia, nonché comandante del locale Distaccamento della Brigata Nera, l'ingegner Emilio Formigoni, padre dell'attuale presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni.

I militi della G.N.R., sparsi per la cascina, sparano all'impazzata nei cortili, incendiando le stalle e i fienili, razziando le case, percuotendo le persone inermi per tre giorni per ottenere i nomi dei partigiani, sotto gli occhi indifferenti del capitano che risponde, a chi gli chiede di calmare i suoi uomini, che essi stanno esercitando la legittima vendetta del camerata ucciso.

Vengono arrestati per l'uccisione del Chiarelli quattro partigiani: Natale Beretta di Arcore di 25 anni, Nazzaro Vitale di Bellano di 24 anni, Mario Villa di Biassono di 23 anni, Gabriele Colombo di Arcore di anni 22.
La mettina del 3 gennaio 1945 a Valaperta i quattro partigiani vengono fucilati.
All'esecuzione erano presenti i militi della G.N.R. di Missaglia, il Commissario prefettizio di Casatenovo, prof. Firmiani, il medico condotto dott. Della Morte e il comandante della Brigata Nera di Missaglia, ing. Formigoni.

Dopo la guerra Formigoni scappò in esilio ma condannato in contumacia solo come collaborazionista potè rientrare tranquillamente in Italia così come tanti altri fascisti.

Dalla popolazione locale Formigoni papà è ricordato anche per aver più volte sequestrato e seviziato inermi civili. Roberto il figlio ha sempre negato il passato del padre ed anzi ne ebbe a citare positivamente l'esempio.

Centrale dell'Arte, Gruppo Libertario di Cultura Alternativa “L'erba”
Casatenovo, 3 gennaio 1996
postato da: capraecavoli alle ore 19:13 | link | commenti (3)
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venerdì, 06 febbraio 2009

NOT IN MY NAME

NOT IN MY NAME

NOT IN MY NAME

CHE SIA ORA DI AGIRE?

FORSE SIAMO GIA' IN RITARDO.

PROBABILMENTE NON CAPISCONO IL SIGNIFICATO DEI VALORI DEMOCRATICI, DELLE ISTITUZIONI, DEL RISPETTO DI UNA COMUNITA' TERRITORIALE CHE NON E' ABITUATA AD IMBRACCIARE ARMI PER DIFENDERSI DA QUALCUNO CHE LA DOVREBBE RAPPRESENTARE.

FORSE SIAMO ANCORA IN TEMPO.

NON NEL MIO NOME. VOI NON MI RAPPRESENTATE. E NON STATE RAPPRESENTANDO NEMMENO CIO' CHE E' SCRITTO NELLA NOSTRA COSTITUZIONE.

postato da: capraecavoli alle ore 19:04 | link | commenti (6)
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domenica, 28 dicembre 2008

SPIEGATEMI:

"Me ne vado dal Paese" significa che potrebbe liberarci o che andrebbe a fare il premier in esilio???

Perchè, a seconda dell'ipotesi, qualcuno potrebbe avere molto da pubblicare..

Baci, baci, baci..

postato da: capraecavoli alle ore 14:06 | link | commenti (2)
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venerdì, 21 novembre 2008

"Nel vocabolario di un democristiano le dimissioni non esistono"

E ce n'eravamo accorti..  auhauhauahuahauh

postato da: capraecavoli alle ore 19:27 | link | commenti (2)
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domenica, 16 novembre 2008

corsi e ricorsi

Tempi ormai andati. I miei nonni erano partigiani. Ormai sono termini in disuso. Ma a volte serve ricordare, magari ai pronipoti, le cosucce che succedevano. Non erano giochi virtuali, PSX per intenderci, bensì pallottole che schizzavano ovunque o giorni in prigione, senza arrivare a parlare dei trattamenti "pesanti". Le situazioni erano molto differenti, uno era il vicesindaco di un paesino del piacentino, presidiato dai fascisti perchè molti erano partiti per la montagna con le Brigate Partigiane. I racconti sono conditi da quella vena ironica tutta emiliana, ben familiare per chi ha avuto modo di incontrarla, ma, riuscendo a distaccarcene, possiamo cogliere delle situazioni drammatiche. L'altro, milanese della Metropoli, faceva parte dei Gruppi di Azione Partigiana, e, visto che era stato assoldato proprio dai fascisti in quanto lavoratore specializzato, aveva la possibilità di effettuare azioni di sabotaggio dall'interno. Certo, tempi ormai andati. Ma non riesco a capire come mai, giorno dopo giorno, ho la sensazione di vivere una guerra anche io, che riguarda tutta noi, ma che pochi riescono/vogliono percepire. Tante battaglie, quotidiane, per la sopravvivenza. Ma soprattutto per la giustizia. Credo che in questo nostro tempo sia difficile avere una concezione di giustizia che vada al di là di un mero utilitarismo, i pochi 'irriducibili' portano un bel fardello, e ne sono consapevoli. Anche per questo, oggi, non riesco a sentirmi veramente 'adeguata' a questo paese, in questo periodo. Ma forse mai. Ma forse in nessun luogo.

postato da: capraecavoli alle ore 21:10 | link | commenti (3)
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giovedì, 16 ottobre 2008

Ciò che è bene o ciò che è giusto?

Qui, al momento, nè l'uno, nè l'altro.

E con QUI intendo SIA IL PERSONALE CHE IL POLITICO (per chi se lo ricorda... ahahah)

 

postato da: capraecavoli alle ore 21:22 | link | commenti (2)
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venerdì, 19 settembre 2008

Mazzini diceva di Dante: " In ogni secolo ci sono degli spiriti ardenti, che non si piegano alla generale corruttela, nè si limitano ad opporre ad essa uno sterile silenzio. Un sacro ardore li prende. Tormentati dall'incontenibile brama di rendere migliori i propri fratelli, levano la voce pura e possente del profeta che li ammonisce."

Ma in questo secolo ci possiamo identificare qualcuno?

postato da: capraecavoli alle ore 21:39 | link | commenti (4)
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mercoledì, 03 settembre 2008

zombies

In effetti, pensandoci bene, forse l'Osservatore Romano ha ragione: se la morte cerebrale fosse sufficiente a decretare il decesso allora saremmo invasi da MORTI CHE CAMMINANO.

Baci dalla neuro

postato da: capraecavoli alle ore 08:41 | link | commenti (4)
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venerdì, 13 giugno 2008

una ispezione (a sorpresa) per la qualità di un servizio al mattino, un'altra asl (programmata da 2 gg, funzionamento e sicurezza) per un altro..

sopravvissuta indenne alle due, con meraviglia dei dirigenti, posso dedicarmi un limoncello invece del capitolo del prossimo esame..

massì, và, nel bel mezzo del temporalone che non sembra proprio di essere a metà giugno.

ma le vacanze quand'erano?? 

postato da: capraecavoli alle ore 21:23 | link | commenti (4)
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sabato, 24 maggio 2008

Ogni tanto penso.

A volte succede, di confrontarti con qualche porzione del resto del mondo. Probabilmente sbaglio, quando sono a casa mi sparo troppi tiggì, evidentemente poi amplifico le news in modo esagggerato.

Ora vorrei capire se le mie impressioni sono solitarie oppure c'è una qualche condivisione..

Vorrei capire pekkè i napoletani/campani non possono essere italiani come tutti noi.

Perchè più ci penso più non capisco.

Non capisco perchè loro non possono fare la raccolta differenziata dei rifiuti, avere delle discariche legali, e rispettare ALCUNE norme di buona cittadinanza.

Tutto ciò non lo capisco.

In effetti, ripensandoci bene, di FREE RIDERS è pieno il mondo. Per esempio nel condominio dove vivo, i signori di sopra, salernitani, non pagano le spese condominiali  da quando sono venuti qui ad abitare. Ed i signori di sotto, napoletani, non rispettano mezza riga del regolamento condominiale.

E io mi sarei vagamente rotta i maroni. Non il neo-ministro, ovviamente..

Forse stanno spingendo per un federalismo 'borbonico'? (che detto da me, è tutto un 'programma'!!)

postato da: capraecavoli alle ore 21:58 | link | commenti (2)
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domenica, 20 aprile 2008

Preghiera per me

Io non ho un dio in cui credo, perciò mi affido a quello/i di tutti.

Sono stanca di incontrare gente che è solo capace di dire: "io ero, io facevo, io sono stato..".

Vorrei finalmente passare di livello, come ai videogiochi, "step two" (two thousand); vorrei sentir dire alle persone: "io faccio, io farò, io andrò.."

Mi piacerebbe incontrare qualcuno che "mi impegno per costruire".

Lo so, sono esigente. Lo sono da sempre. E su certi argomenti non mi arrenderò. Mai.

Baci dalla clandestinità.

postato da: capraecavoli alle ore 12:33 | link | commenti (10)
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lunedì, 14 aprile 2008

Lascio un saluto ed un abbraccio.. Dopo gli ultimi risultati elettorali credo di non riuscire più a sopravvivere in questo paese. O emigro o entro in clandestinità.. Nel frattempo, per reggere il contraccolpo, bevo..

adios.

postato da: capraecavoli alle ore 19:29 | link | commenti (16)
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giovedì, 28 febbraio 2008

IO LOTTO MARZO

Appello IO LOTTO MARZO

IO LOTTO MARZO - LIBERA DI SCEGLIERE - PER 194 RAGIONI

Siamo donne e uomini, giovani e meno giovani, provenienti da esperienze diverse dei movimenti, della politica, dei sindacati, delle associazioni, della società civile e siamo convinte/i che qui e ora , in particolare nella nostra regione, la Lombardia, si stia giocando una partita decisiva sulla libertà delle donne.

Per questo l’assemblea della rete regionale “194 ragioni “, (www.194ragioni.it) riunitasi il 19 febbraio ha deciso di organizzare una grande mobilitazione milanese in occasione della giornata dell’8 marzo (appuntamento ore 14,30 in largo Cairoli).

INVITIAMO TUTTE E TUTTI A

- partecipare per dare INSIEME una risposta forte e UNITARIA all’attacco criminalizzante e strumentale che pone in discussione l’autodeterminazione della donna , la sua capacità di scelta responsabile e avvalla l’ennesima violenza sul suo corpo.

- diffondere l’iniziativa perché più saremo, più avremo voce pubblica.

- aderire all’appello, inviando l’adesione a : 194ragioni@gmail.com

20 febbraio 2008

postato da: capraecavoli alle ore 18:16 | link | commenti (1)
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venerdì, 15 febbraio 2008

da DISINFORMAZIONE .it

Censura ‘legale’
Paolo Barnard – 11 febbraio 2008

Cari amici e amiche impegnati a dare una pennellata di decenza al nostro Paese, eccovi una forma di censura nell'informazione di cui non si parla mai. E' la peggiore, poiché non proviene frontalmente dal Sistema, ma prende il giornalista alle spalle. Il risultato è che, avvolti dal silenzio e privi dell'appoggio dell'indignazione pubblica, non ci si può difendere. Questa censura sta di fatto paralizzando l'opera di denuncia dei misfatti sia italiani che internazionali da parte di tanti giornalisti 'fuori dal coro'.
Si tratta, in sintesi, dell'abbandono in cui i nostri editori spesso ci gettano al primo insorgere di contenziosi legali derivanti delle nostre inchieste 'scomode'. Come funziona e quanto sia pericoloso questo fenomeno per la libertà d'informazione ve lo illustro citando il mio caso.
Si tratta di un fenomeno dalle ampie e gravissime implicazioni per la società civile italiana, per cui vi prego di leggere fino in fondo il breve racconto.

Per la trasmissione Report di Milena Gabanelli, cui ho lavorato dando tutto me stesso fin dal primo minuto della sua messa in onda nel 1994, feci fra le altre un'inchiesta contro la criminosa pratica del comparaggio farmaceutico, trasmessa l'11/10/2001 ("Little Pharma & Big Pharma"). Col comparaggio (reato da art.170 leggi pubblica sicurezza) alcune case farmaceutiche tentano di corrompere i medici con regali e congressi di lusso in posti esotici per ottenere maggiori prescrizioni dei loro farmaci, e questo avviene ovviamente con gravissime ripercussioni sulla comunità (il prof. Silvio Garattini ha dichiarato: "Dal 30 al 50% di medicine prescritte non necessarie") e spesso anche sulla nostra salute (uno dei tanti esempi è il farmaco Vioxx, prescritto a man bassa e a cui sono stati attribuiti da 35 a 55.000 morti nei soli USA).

L'inchiesta fu giudicata talmente essenziale per il pubblico interesse che la RAI la replicò il 15/2/2003.
Per quella inchiesta io, la RAI e Milena Gabanelli fummo citati in giudizio il 16/11/2004(1) da un informatore farmaceutico che si ritenne danneggiato dalle rivelazioni da noi fatte.
Il lavoro era stato accuratamente visionato da uno dei più alti avvocati della RAI prima della messa in onda, il quale aveva dato il suo pieno benestare.
Ok, siamo nei guai e trascinati in tribunale. Per 10 anni Milena Gabanelli mi aveva assicurato che in questi casi io (come gli altri redattori) sarei stato difeso dalla RAI, e dunque di non preoccuparmi(2). La natura dirompente delle nostre inchieste giustificava la mia preoccupazione. Mi fidai, e per anni non mi risparmiai nei rischi.

All'atto di citazione in giudizio, la RAI e Milena Gabanelli mi abbandonano al mio destino. Non sarò affatto difeso, mi dovrò arrangiare. La Gabanelli sarà invece ampiamente difesa da uno degli studi legali più prestigiosi di Roma, lo stesso che difende la RAI in questa controversia legale.(3) Ma non solo.
La linea difensiva dell'azienda di viale Mazzini e di Milena Gabanelli sarà di chiedere ai giudici di imputare a me, e solo a me (sic), ogni eventuale misfatto, e perciò ogni eventuale risarcimento in caso di sentenza avversa.(4)
E questo per un'inchiesta di pubblico interesse da loro (RAI-Gabanelli) voluta, approvata, trasmessa e replicata.*

*( la RAI può tecnicamente fare questo in virtù di una clausola contenuta nei contratti che noi collaboratori siamo costretti a firmare per poter lavorare, la clausola cosiddetta di manleva(5), dove è sancita la sollevazione dell'editore da qualsiasi responsabilità legale che gli possa venir contestata a causa di un nostro lavoro. Noi giornalisti non abbiamo scelta, dobbiamo firmarla pena la perdita del lavoro commissionatoci, ma come ho già detto l'accordo con Milena Gabanelli era moralmente ben altro, né è moralmente giustificabile l'operato della RAI in questi casi).

Sono sconcertato. Ma come? Lavoro per RAI e Report per 10 anni, sono anima e corpo con l'impresa della Gabanelli, faccio in questo caso un'inchiesta che la RAI stessa esibisce come esemplare, e ora nel momento del bisogno mi voltano le spalle con assoluta indifferenza. E non solo: lavorano compatti contro di me.
La prospettiva di dover sostenere spese legali per anni, e se condannato di dover pagare cifre a quattro o cinque zeri in risarcimenti, mi è angosciante, poiché non sono facoltoso e rischio perdite che non mi posso permettere.

Ma al peggio non c'è limite. Il 18 ottobre 2005 ricevo una raccomandata. La apro. E' un atto di costituzione in mora della RAI contro di me. Significa che la RAI si rifarà su di me nel caso perdessimo la causa. Recita il testo: "La presente pertanto vale come formale costituzione in mora del dott. Paolo Barnard per tutto quanto la RAI s.p.a. dovesse pagare in conseguenza dell'eventuale accoglimento della domanda posta dal dott. Xxxx (colui che ci citò in giudizio, nda) nei confronti della RAI medesima".(6)
Nel leggere quella raccomandata provai un dolore denso, nell'incredulità.
Interpello Milena Gabanelli, che si dichiara estranea alla cosa. La sollecito a intervenire presso la RAI , e magari anche pubblicamente, contro questa vicenda. Dopo poche settimane e messa di fronte all'evidenza, la Gabanelli tenta di rassicurarmi dicendo che "la rivalsa che ti era stata fatta (dalla RAI contro di me, nda) è stata lasciata morire in giudizio... è una lettera extragiudiziale dovuta, ma che sarà lasciata morire nel giudizio in corso... Finirà tutto in nulla."(7)

Non sarà così, e non è così oggi: giuridicamente parlando, quell'atto di costituzione in mora è ancora valido, eccome. Non solo, Milena Gabanelli non ha mai preso posizione pubblicamente contro quell'atto, né si è mai dissociata dalla linea di difesa della RAI che è interamente contro di me, come sopra descritto, e come dimostrano gli ultimi atti del processo in corso.(8)
Non mi dilungo. All'epoca di questi fatti avevo appena lasciato Report, da allora ho lasciato anche la RAI. Non ci sarà mai più un'inchiesta da me firmata sull'emittente di Stato, e non mi fido più di alcun editore. Non mi posso permette di perdere l'unica casa che posseggo o di vedere il mio incerto reddito di freelance decimato dalle spese legali, poiché abbandonato a me stesso da coloro che si fregiavano delle mie inchieste 'coraggiose'. Questa non è una mia mancanza di coraggio, è realismo e senso di responsabilità nei confronti soprattutto dei miei cari.

Così la mia voce d'inchiesta è stata messa a tacere. E qui vengo al punto cruciale: siamo già in tanti colleghi abbandonati e zittiti in questo modo.
Ecco come funziona la vera "scomparsa dei fatti", quella che voi non conoscete, oggi diffusissima, quella dove per mettere a tacere si usano, invece degli 'editti bulgari', i tribunali in una collusione di fatto con i comportamenti di coloro di cui ti fidavi; comportamenti tecnicamente ineccepibili, ma moralmente assai meno.

Questa è censura contro la tenacia e il coraggio dei pochi giornalisti ancora disposti a dire il vero, operata da parte di chiunque venga colto nel malaffare, attuata da costoro per mezzo delle minacce legali e di fatto permessa dal comportamento degli editori.
Gli editori devono difendere i loro giornalisti che rischiano per il pubblico interesse, e devono impegnarsi a togliere le clausole di manleva dai contratti che, lo ribadisco, siamo obbligati a firmare per poter lavorare.

Infatti oggi in Italia sono gli avvocati dei gaglioffi, e gli uffici affari legali dei media, che di fatto decidono quello che voi verrete a sapere, giocando sulla giusta paura di tanti giornalisti che rischiano di rovinare le proprie famiglie se raccontano la verità.

Questo bavaglio ha e avrà sempre più un potere paralizzante sulla denuncia dei misfatti italiani a mezzo stampa o tv, di molto superiore a quello di qualsiasi politico o servo del Sistema.

Posso solo chiedervi di diffondere con tutta l'energia possibile questa realtà, via mailing lists, siti, blogs, parlandone. Ma ancor più accorato è il mio appello affinché voi non la sottovalutiate.
In ultimo. E' assai probabile che verrò querelato dalla RAI e dalla signora Gabanelli per questo mio grido d'allarme, e ciò non sarà piacevole per me.
Hanno imbavagliato la mia libertà professionale, ma non imbavaglieranno mai la mia coscienza, perché quello che sto facendo in queste righe è dire la verità per il bene di tutti. Spero solo che serva.

Grazie di avermi letto.
Paolo Barnard 

dpbarnard@libero.it

Note:
1) Tribunale civile di Roma, Atto di citazione, 31095, Roma 10/11/2004.
2) Fatto su cui ho più di un testimone pronto a confermarlo.
3) Nel volume "Le inchieste di Report" (Rizzoli BUR, 2006) Milena Gabanelli eroicamente afferma: "...alle nostre spalle non c'è un'azienda che ci tuteli dalle cause civili". Prendo atto che il prestigioso studio legale del Prof. Avv. Andrea Di Porto, Ordinario nell'Università di Roma La Sapienza , difende in questo dibattimento sia la RAI che Milena Gabanelli. Ma non me.
4) Tribunale Ordinario di Roma, Sezione I Civile-G.U. dott. Rizzo- R.G.N. 83757/2004, Roma 30/6/2005: "Per tutto quanto argomentato la RAi-Radiotelevisione Italiana S.p.a. e la dott.ssa Milena Gabanelli chiedono che l'Illustrissimo Tribunale adìto voglia:...porre a carico del dott. Paolo Barnard ogni conseguenza risarcitoria...".
5) Un esempio di questa clausola tratto da un mio contratto con la RAI : "Lei in qualità di avente diritto... esonera la RAI da ogni responsabilità al riguardo obbligandosi altresì a tenerci indenni da tutti gli oneri di qualsivoglia natura a noi eventualmente derivanti in ragione del presente accordo, con particolare riferimento a quelli di natura legale o giudiziaria".
6) Raccomandata AR n. 12737143222-9, atto di costituzione in mora dallo Studio Legale Di Porto per conto della RAI contro Paolo Barnard, Roma, 3/10/2005.
7) Email da Milena Gabanelli a Paolo Barnard, 15/11/2005, 09:39:18
8) Tribunale Civile di Roma, Sezione Prima, Sentenza 10784 n. 5876 Cronologico, 18/5/2007: "la parte convenuta RAI-Gabanelli insisteva anche nelle richieste di cui alle note del 30/6/2005...". (si veda nota 4)

postato da: capraecavoli alle ore 11:57 | link | commenti (3)
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martedì, 29 gennaio 2008

BLOG MOMENTANEAMENTE CHIUSO PER VOMITO..

PERSONALE E POLITICO..

 

postato da: capraecavoli alle ore 21:13 | link | commenti (5)
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