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Spiegatemi perchè non si può avere tutto.. almeno qualche volta.. sottotitolo : ho sbagliato sesso, secoli, e zona geografica.

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domenica, 20 aprile 2008

Preghiera per me

Io non ho un dio in cui credo, perciò mi affido a quello/i di tutti.

Sono stanca di incontrare gente che è solo capace di dire: "io ero, io facevo, io sono stato..".

Vorrei finalmente passare di livello, come ai videogiochi, "step two" (two thousand); vorrei sentir dire alle persone: "io faccio, io farò, io andrò.."

Mi piacerebbe incontrare qualcuno che "mi impegno per costruire".

Lo so, sono esigente. Lo sono da sempre. E su certi argomenti non mi arrenderò. Mai.

Baci dalla clandestinità.

postato da: capraecavoli alle ore 12:33 | link | commenti (9)
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lunedì, 14 aprile 2008

Lascio un saluto ed un abbraccio.. Dopo gli ultimi risultati elettorali credo di non riuscire più a sopravvivere in questo paese. O emigro o entro in clandestinità.. Nel frattempo, per reggere il contraccolpo, bevo..

adios.

postato da: capraecavoli alle ore 19:29 | link | commenti (16)
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giovedì, 28 febbraio 2008

IO LOTTO MARZO

Appello IO LOTTO MARZO

IO LOTTO MARZO - LIBERA DI SCEGLIERE - PER 194 RAGIONI

Siamo donne e uomini, giovani e meno giovani, provenienti da esperienze diverse dei movimenti, della politica, dei sindacati, delle associazioni, della società civile e siamo convinte/i che qui e ora , in particolare nella nostra regione, la Lombardia, si stia giocando una partita decisiva sulla libertà delle donne.

Per questo l’assemblea della rete regionale “194 ragioni “, (www.194ragioni.it) riunitasi il 19 febbraio ha deciso di organizzare una grande mobilitazione milanese in occasione della giornata dell’8 marzo (appuntamento ore 14,30 in largo Cairoli).

INVITIAMO TUTTE E TUTTI A

- partecipare per dare INSIEME una risposta forte e UNITARIA all’attacco criminalizzante e strumentale che pone in discussione l’autodeterminazione della donna , la sua capacità di scelta responsabile e avvalla l’ennesima violenza sul suo corpo.

- diffondere l’iniziativa perché più saremo, più avremo voce pubblica.

- aderire all’appello, inviando l’adesione a : 194ragioni@gmail.com

20 febbraio 2008

postato da: capraecavoli alle ore 18:16 | link | commenti (1)
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venerdì, 15 febbraio 2008

da DISINFORMAZIONE .it

Censura ‘legale’
Paolo Barnard – 11 febbraio 2008

Cari amici e amiche impegnati a dare una pennellata di decenza al nostro Paese, eccovi una forma di censura nell'informazione di cui non si parla mai. E' la peggiore, poiché non proviene frontalmente dal Sistema, ma prende il giornalista alle spalle. Il risultato è che, avvolti dal silenzio e privi dell'appoggio dell'indignazione pubblica, non ci si può difendere. Questa censura sta di fatto paralizzando l'opera di denuncia dei misfatti sia italiani che internazionali da parte di tanti giornalisti 'fuori dal coro'.
Si tratta, in sintesi, dell'abbandono in cui i nostri editori spesso ci gettano al primo insorgere di contenziosi legali derivanti delle nostre inchieste 'scomode'. Come funziona e quanto sia pericoloso questo fenomeno per la libertà d'informazione ve lo illustro citando il mio caso.
Si tratta di un fenomeno dalle ampie e gravissime implicazioni per la società civile italiana, per cui vi prego di leggere fino in fondo il breve racconto.

Per la trasmissione Report di Milena Gabanelli, cui ho lavorato dando tutto me stesso fin dal primo minuto della sua messa in onda nel 1994, feci fra le altre un'inchiesta contro la criminosa pratica del comparaggio farmaceutico, trasmessa l'11/10/2001 ("Little Pharma & Big Pharma"). Col comparaggio (reato da art.170 leggi pubblica sicurezza) alcune case farmaceutiche tentano di corrompere i medici con regali e congressi di lusso in posti esotici per ottenere maggiori prescrizioni dei loro farmaci, e questo avviene ovviamente con gravissime ripercussioni sulla comunità (il prof. Silvio Garattini ha dichiarato: "Dal 30 al 50% di medicine prescritte non necessarie") e spesso anche sulla nostra salute (uno dei tanti esempi è il farmaco Vioxx, prescritto a man bassa e a cui sono stati attribuiti da 35 a 55.000 morti nei soli USA).

L'inchiesta fu giudicata talmente essenziale per il pubblico interesse che la RAI la replicò il 15/2/2003.
Per quella inchiesta io, la RAI e Milena Gabanelli fummo citati in giudizio il 16/11/2004(1) da un informatore farmaceutico che si ritenne danneggiato dalle rivelazioni da noi fatte.
Il lavoro era stato accuratamente visionato da uno dei più alti avvocati della RAI prima della messa in onda, il quale aveva dato il suo pieno benestare.
Ok, siamo nei guai e trascinati in tribunale. Per 10 anni Milena Gabanelli mi aveva assicurato che in questi casi io (come gli altri redattori) sarei stato difeso dalla RAI, e dunque di non preoccuparmi(2). La natura dirompente delle nostre inchieste giustificava la mia preoccupazione. Mi fidai, e per anni non mi risparmiai nei rischi.

All'atto di citazione in giudizio, la RAI e Milena Gabanelli mi abbandonano al mio destino. Non sarò affatto difeso, mi dovrò arrangiare. La Gabanelli sarà invece ampiamente difesa da uno degli studi legali più prestigiosi di Roma, lo stesso che difende la RAI in questa controversia legale.(3) Ma non solo.
La linea difensiva dell'azienda di viale Mazzini e di Milena Gabanelli sarà di chiedere ai giudici di imputare a me, e solo a me (sic), ogni eventuale misfatto, e perciò ogni eventuale risarcimento in caso di sentenza avversa.(4)
E questo per un'inchiesta di pubblico interesse da loro (RAI-Gabanelli) voluta, approvata, trasmessa e replicata.*

*( la RAI può tecnicamente fare questo in virtù di una clausola contenuta nei contratti che noi collaboratori siamo costretti a firmare per poter lavorare, la clausola cosiddetta di manleva(5), dove è sancita la sollevazione dell'editore da qualsiasi responsabilità legale che gli possa venir contestata a causa di un nostro lavoro. Noi giornalisti non abbiamo scelta, dobbiamo firmarla pena la perdita del lavoro commissionatoci, ma come ho già detto l'accordo con Milena Gabanelli era moralmente ben altro, né è moralmente giustificabile l'operato della RAI in questi casi).

Sono sconcertato. Ma come? Lavoro per RAI e Report per 10 anni, sono anima e corpo con l'impresa della Gabanelli, faccio in questo caso un'inchiesta che la RAI stessa esibisce come esemplare, e ora nel momento del bisogno mi voltano le spalle con assoluta indifferenza. E non solo: lavorano compatti contro di me.
La prospettiva di dover sostenere spese legali per anni, e se condannato di dover pagare cifre a quattro o cinque zeri in risarcimenti, mi è angosciante, poiché non sono facoltoso e rischio perdite che non mi posso permettere.

Ma al peggio non c'è limite. Il 18 ottobre 2005 ricevo una raccomandata. La apro. E' un atto di costituzione in mora della RAI contro di me. Significa che la RAI si rifarà su di me nel caso perdessimo la causa. Recita il testo: "La presente pertanto vale come formale costituzione in mora del dott. Paolo Barnard per tutto quanto la RAI s.p.a. dovesse pagare in conseguenza dell'eventuale accoglimento della domanda posta dal dott. Xxxx (colui che ci citò in giudizio, nda) nei confronti della RAI medesima".(6)
Nel leggere quella raccomandata provai un dolore denso, nell'incredulità.
Interpello Milena Gabanelli, che si dichiara estranea alla cosa. La sollecito a intervenire presso la RAI , e magari anche pubblicamente, contro questa vicenda. Dopo poche settimane e messa di fronte all'evidenza, la Gabanelli tenta di rassicurarmi dicendo che "la rivalsa che ti era stata fatta (dalla RAI contro di me, nda) è stata lasciata morire in giudizio... è una lettera extragiudiziale dovuta, ma che sarà lasciata morire nel giudizio in corso... Finirà tutto in nulla."(7)

Non sarà così, e non è così oggi: giuridicamente parlando, quell'atto di costituzione in mora è ancora valido, eccome. Non solo, Milena Gabanelli non ha mai preso posizione pubblicamente contro quell'atto, né si è mai dissociata dalla linea di difesa della RAI che è interamente contro di me, come sopra descritto, e come dimostrano gli ultimi atti del processo in corso.(8)
Non mi dilungo. All'epoca di questi fatti avevo appena lasciato Report, da allora ho lasciato anche la RAI. Non ci sarà mai più un'inchiesta da me firmata sull'emittente di Stato, e non mi fido più di alcun editore. Non mi posso permette di perdere l'unica casa che posseggo o di vedere il mio incerto reddito di freelance decimato dalle spese legali, poiché abbandonato a me stesso da coloro che si fregiavano delle mie inchieste 'coraggiose'. Questa non è una mia mancanza di coraggio, è realismo e senso di responsabilità nei confronti soprattutto dei miei cari.

Così la mia voce d'inchiesta è stata messa a tacere. E qui vengo al punto cruciale: siamo già in tanti colleghi abbandonati e zittiti in questo modo.
Ecco come funziona la vera "scomparsa dei fatti", quella che voi non conoscete, oggi diffusissima, quella dove per mettere a tacere si usano, invece degli 'editti bulgari', i tribunali in una collusione di fatto con i comportamenti di coloro di cui ti fidavi; comportamenti tecnicamente ineccepibili, ma moralmente assai meno.

Questa è censura contro la tenacia e il coraggio dei pochi giornalisti ancora disposti a dire il vero, operata da parte di chiunque venga colto nel malaffare, attuata da costoro per mezzo delle minacce legali e di fatto permessa dal comportamento degli editori.
Gli editori devono difendere i loro giornalisti che rischiano per il pubblico interesse, e devono impegnarsi a togliere le clausole di manleva dai contratti che, lo ribadisco, siamo obbligati a firmare per poter lavorare.

Infatti oggi in Italia sono gli avvocati dei gaglioffi, e gli uffici affari legali dei media, che di fatto decidono quello che voi verrete a sapere, giocando sulla giusta paura di tanti giornalisti che rischiano di rovinare le proprie famiglie se raccontano la verità.

Questo bavaglio ha e avrà sempre più un potere paralizzante sulla denuncia dei misfatti italiani a mezzo stampa o tv, di molto superiore a quello di qualsiasi politico o servo del Sistema.

Posso solo chiedervi di diffondere con tutta l'energia possibile questa realtà, via mailing lists, siti, blogs, parlandone. Ma ancor più accorato è il mio appello affinché voi non la sottovalutiate.
In ultimo. E' assai probabile che verrò querelato dalla RAI e dalla signora Gabanelli per questo mio grido d'allarme, e ciò non sarà piacevole per me.
Hanno imbavagliato la mia libertà professionale, ma non imbavaglieranno mai la mia coscienza, perché quello che sto facendo in queste righe è dire la verità per il bene di tutti. Spero solo che serva.

Grazie di avermi letto.
Paolo Barnard 

dpbarnard@libero.it

Note:
1) Tribunale civile di Roma, Atto di citazione, 31095, Roma 10/11/2004.
2) Fatto su cui ho più di un testimone pronto a confermarlo.
3) Nel volume "Le inchieste di Report" (Rizzoli BUR, 2006) Milena Gabanelli eroicamente afferma: "...alle nostre spalle non c'è un'azienda che ci tuteli dalle cause civili". Prendo atto che il prestigioso studio legale del Prof. Avv. Andrea Di Porto, Ordinario nell'Università di Roma La Sapienza , difende in questo dibattimento sia la RAI che Milena Gabanelli. Ma non me.
4) Tribunale Ordinario di Roma, Sezione I Civile-G.U. dott. Rizzo- R.G.N. 83757/2004, Roma 30/6/2005: "Per tutto quanto argomentato la RAi-Radiotelevisione Italiana S.p.a. e la dott.ssa Milena Gabanelli chiedono che l'Illustrissimo Tribunale adìto voglia:...porre a carico del dott. Paolo Barnard ogni conseguenza risarcitoria...".
5) Un esempio di questa clausola tratto da un mio contratto con la RAI : "Lei in qualità di avente diritto... esonera la RAI da ogni responsabilità al riguardo obbligandosi altresì a tenerci indenni da tutti gli oneri di qualsivoglia natura a noi eventualmente derivanti in ragione del presente accordo, con particolare riferimento a quelli di natura legale o giudiziaria".
6) Raccomandata AR n. 12737143222-9, atto di costituzione in mora dallo Studio Legale Di Porto per conto della RAI contro Paolo Barnard, Roma, 3/10/2005.
7) Email da Milena Gabanelli a Paolo Barnard, 15/11/2005, 09:39:18
8) Tribunale Civile di Roma, Sezione Prima, Sentenza 10784 n. 5876 Cronologico, 18/5/2007: "la parte convenuta RAI-Gabanelli insisteva anche nelle richieste di cui alle note del 30/6/2005...". (si veda nota 4)

postato da: capraecavoli alle ore 11:57 | link | commenti (3)
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martedì, 29 gennaio 2008

BLOG MOMENTANEAMENTE CHIUSO PER VOMITO..

PERSONALE E POLITICO..

 

postato da: capraecavoli alle ore 21:13 | link | commenti (5)
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martedì, 01 gennaio 2008

anno nuovo, delirio vecchio

Ci mancava il Giuliano a lanciare la nuova olimpiade del delirio..

la moratoria contro l'aborto..

e dietro tutti i parrucconi con l'inginocchiatoio portatile..

NON VI SOPPORTO PIU'

e piantatela di trattare tutti come poveri rincoglioniti.. quello che desideriamo, ETICAMENTE, è l'uguaglianza nella libertà di accesso alle opportunità, qualsiasi esse siano.

O NO?!?

postato da: capraecavoli alle ore 22:18 | link | commenti (5)
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domenica, 09 dicembre 2007

mangia come parli..

boccaccia mia..Bene, per il mio compleanno (lunedì, chiederei anche un minuto di raccoglimento, grazie) invece della torta alle mie colleghe porto la cassoela..

coerenti, no ?!?!?  

postato da: capraecavoli alle ore 09:52 | link | commenti (6)
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mercoledì, 05 dicembre 2007

Irina Palm

postato da: LaGradisca alle ore 10:13 | link | commenti (1)
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giovedì, 29 novembre 2007

SAAAANTA SUBBBBITO !!!!

SAAAANTA SUBBBBITO !!!!

postato da: LaGradisca alle ore 08:56 | link | commenti (2)
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Santa Subito !!!

SAAAANTA SUBBBITO !!!!

postato da: LaGradisca alle ore 08:53 | link | commenti
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giovedì, 15 novembre 2007

mi piaceva troppo..

postato da: capraecavoli alle ore 22:30 | link | commenti (3)
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giovedì, 08 novembre 2007

Le persone guardano le cose come sono e si chiedono: "Perchè?"

Io sogno cose che non ci sono mai state, e mi chiedo: "Perchè no?"

R.F.Kennedy, citando G.B.Shaw

 

postato da: capraecavoli alle ore 23:42 | link | commenti (1)
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lunedì, 29 ottobre 2007

prova provante che eravamo a Firenze:

 

ahahahah. ci hanno appese al campanile !

postato da: LaGradisca alle ore 17:19 | link | commenti (6)
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domenica, 21 ottobre 2007

Il TEFLON ce lo siamo dimenticato?

per comodità parzialmente importato da: http://www.theitaliantaste.com/italian-cooking/note_di_alimentazione/note_alim_004_pentole_di_teflon.shtml

E adesso come la mettiamo con il Teflon?

Ma è proprio vero che le pentole di Teflon, tanto per intenderci quelle antiaderenti, sono pericolose per la salute? le dobbiamo eliminare? e come le sostituiamo visto che sono ormai da molti anni un prezioso aiuto in cucina?
Cominciamo dai fatti. L'EPA (l'agenzia per la protezione ambientale statunitense) ha chiesto alle multinazionali produttrici di Pfoa (acido perfluoroctanoico) di ridurre del 95% entro il 2010 emissioni e livelli e di procedere alla loro eliminazione entro il 2015.
Con il Pfoa vengono prodotti i rivestimenti delle pentole antiaderenti (Teflon) e molto altro ancora; la sostanza infatti si trova ad esempio nei:

  • - tessuti di arredamento e abbigliamento
  • - farmaci
  • - schiume antincendio
  • - lubrificanti
  • - adesivi
  • - cosmetici
  • - insetticidi
  • - rivestimenti per tappeti
  • - mobili
  • - valvole cardiache
  • - scatole per la pizza
  • - buste dei pop-corn per i forni a microonde
  • - industria aerospaziale

Quali sono le ditte coinvolte negli USA? Prima di tutto la Dupont, principale produttrice della molecola scoperta nel 1946, e poi la 3M e altre 6 grosse imprese tra cui la Ciba Specialty Chemicals e la Solvay Solexis.
Non è una novità sentire dubbi e paure su questa molecola. È dell’anno scorso la notizia che la Dupont ha pagato un rimborso di 85 milioni di dollari agli abitanti dell’Ohio e della West Virginia che le avevano fatto causa. Residui del Pfoa erano stati trovati nell’approvvigionamento idrico di un impianto della West Virginia. In dicembre la stessa Dupont aveva accettato di pagare una multa da 16 milioni di dollari per aver nascosto dati sulla tossicità del Pfoa per oltre venti anni.
Il Teflon è una polvere bianca, derivata dal fluoro, che galleggia sull'acqua, non può essere sciolta da alcun solvente ed è resistente a qualsiasi sostanza chimica. Per le sue caratteristiche - non conduce elettricità, non è infiammabile e resiste al calore di 300°C - viene utilizzato in diversi campi. Un nuovo impiego è nel campo dell'abbigliamento: le fibre, impregnate di Teflon, diventano infatti completamente impermeabili e resistono a usura e macchie. Attualmente uno dei dubbi più grossi è la resistenza al calore: qualche ricercatore suppone che questa resistenza sia più bassa, intorno ai 200°C, temperatura alla quale frigge l’olio.
Ma qual è lo stato della ricerca sugli effetti che questa molecola può avere? La Dupont (per quello che possono valere le sue asserzioni visto che è la principale produttrice) afferma che i suoi studi e quelli di ricercatori indipendenti mostrano come le pentole e altri prodotti fatti con questo materiale sono innocui. La 3M ha invece pubblicato i risultati di ricerche condotte nei topi. Elevati livelli di esposizione al composto possono causare problemi ai reni e agli organi riproduttivi. E nell’uomo? Non esistono studi di settore ma l’EPA fa sapere che la sostanza può rimanere nel corpo umano fino a 4 anni e si ripromette di analizzare la situazione al meglio. Nel frattempo si viene a sapere che la molecola è presente nel sangue degli americani nel 95% dei casi.
E noi consumatori nel frattempo cosa possiamo fare? In questa come in altre circostanze vale il principio di precauzione. Cerchiamo di limitare l’uso di questi oggetti fino a quando la scienza, ma quella seria, farà chiarezza assoluta. Accantoniamo per il momento le pentole con il fondo antiaderente, di Teflon, e torniamo a materiali più sicuri.

Tra parentesi una curiosità: ma da dove deriva il termine Teflon? E' stato il soprannome di un presidente americano (Ronald Reagan) e di un padrino della mafia (John Gotti) entrambi personaggi a cui nessuna accusa restava attaccata.

Quindi: se devono essere eliminate, com'è che continuano a pubblicizzarle?

postato da: capraecavoli alle ore 21:38 | link | commenti (2)
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lunedì, 15 ottobre 2007

la svendita della scuola

           da: il manifesto del 13 Ottobre 2007
   Intervista: L'accusa del pedagogista Benedetto Vertecchi
«La scuola? Consegnata ai democristiani del Pd»
Per il professore è stata usata come «merce di scambio» tra Margherita e Ds. «Un ministro non può rivolgersi con tono amicale a soggetti privati»
s.v.

«La scuola come merce di scambio tra Margherita e Ds». Questa l'accusa del professor Benedetto Vertecchi, figura centrale del mondo pedagogico italiano, di fronte alle carte e documenti trapelati negli ultimi giorni dalle stanze del ministero della pubblica istruzione. Prima, una lettera del ministro Giuseppe Fioroni indirizzata ai dirigenti degli istituti privati in cui si ricordano i provvedimenti presi a loro favore. Poi, una bozza di regolamento con cui ci si accinge a estendere a tutti i soggetti privati i finanziamenti pubblici a favore delle scuole elementari (vedi a lato). «Mi sembra chiaro - ne deduce Vertecchi - che la scuola sia stata svenduta alla corrente democristiana del Pd. E che dietro le chiacchiere degli ultimi mesi ci sia un disegno preciso volto a stravolgere la fisionomia dell'istruzione pubblica. Mi chiedo - aggiunge preoccupato - perché la sinistra e i laici di questo paese restino a guardare».

Che cosa intende con «chiacchiere degli ultimi mesi»?
Faccio riferimento alla cortina fumogena alzata ad arte dal ministro per confondere l'opinione pubblica sulle sue reali intenzioni. Un confuso e vecchio pedagogese dal sicuro effetto demagogico (con cui ha argomentato a favore dello studio delle tabelline e del ritorno degli esami di riparazione) per distogliere l'attenzione da provvedimenti che generalizzano il finanziamento alle scuole private.

Cosa pensa del ricorso sistematico a regolamenti e decreti ministeriali?
Mi sembra un metodo per evitare lo scontro aperto con chi non è d'accordo. È molto più semplice confezionare nel chiuso di una stanza documenti che diventano esecutivi per semplice prassi amministrativa, che affrontare un dibattito pubblico.

Questa moltiplicazione di normative quali effetti avrà sulla scuola?
Negativi. Innanzitutto perché renderà sempre più difficile il funzionamento della macchina amministrativa. Poi, perché produrrà un allontanamento di docenti aggrediti da tante parole vacue e indicazioni farraginose. Ci sarà un rifiuto e un ripiegamento su comportamenti individualisti che alla lunga produrranno disimpegno.

Il ministro ha insistito più volte sulla necessità di un sistema misto pubblico-privato. Cosa ne pensa?
In tutta la mia lunga carriera, in Italia non ho mai visto privati fare la fila per investire denaro nella scuola pubblica. Mai. Detto questo, il discorso di Fioroni è estremamente ambiguo, visto che quando parla di sistema misto, non si riferisce al modello liberale in cui l'intervento dei privati dovrebbe servire a elevare offerta e qualità formativa grazie alla libera concorrenza. Fioroni, in realtà, parla di sistema misto poiché sa che apertura ai privati da noi significa concessioni alla scuola confessionale cattolica. Scuola che condivide lo stesso disegno egemonico della parte politica cui egli appartiene.

Cosa pensa della lettera indirizzata ai dirigenti delle scuole private?
E' scritta con un tono amicale molto discutibile per un rappresentante dello stato che si rivolge a soggetti privati. Un tono affettuoso che ricorda la scuola ideologica dei tempi andati. Vede, ci sono due modi di concepire questa istituzione. Uno, laico, in cui la sobrietà è condizione essenziale per coinvolgere tutti in un progetto di miglioramento della società. Un altro, i cui scopi ideologici comportano l'affettuosità tipica della cultura paternalista.

Sintetizzando, quello portato avanti da Fioroni sarebbe un progetto egemonico sulla società italiana?
Certo. Un progetto molto più pericoloso - poiché meno ingenuo e idealista - di quello perseguito a suo tempo da Letizia Moratti. Di fronte a un disegno di tale gravità mi domando: perché la sinistra non interviene? Perché non reagisce alla spartizione cui il nascente Partito Democratico ha abbandonato la scuola pubblica italiana?
postato da: capraecavoli alle ore 08:59 | link | commenti (2)
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